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Lo stato attuale della ricerca sui risultati della psicoterapia è caratterizzato da due sviluppi paralleli e apparentemente contraddittori: 1) una crescente sofisticazione concettuale e metodologica, e 2) un crescente scetticismo sulla massa dei dati accumulati dalle ricerche. In generale il campo della psicoterapia — in entrambi i settori della ricerca e della clinica — oggi si confronta con una innegabile crisi di credibilità, e i dati emersi dalle ricerche non sono riusciti a ridurla. Infatti, recenti studi tesi a dimostrare gli effetti complessivamente positivi della psicoterapia sembrano invece aver esacerbato latenti scetticismi e incredulità.
Nel corso degli ultimi 10-15 anni il campo della ricerca sulla psicoterapia si è avvantaggiato di utili progressi tecnici, quali la revisione di uno schema di classificazione diagnostica potenzialmente più attendibile quale il Dsm-III (American Psychiatric Association, 1980), la creazione di strumenti di ricerca più utili (Feighner & coll., 1972; Spitzer & coll., 1978; Endicott & Spitzer, 1978), e il miglioramento di misurazioni individualizzate (Mintz & Kiesler, 1982). Con la formulazione di «manuali» che descrivono le differenti e specifiche caratteristiche delle varie tecniche psicoterapeutiche, è diventato possibile impostare il training di terapeuti per livelli di padroneggiamento di una data tecnica secondo criteri predeterminati, e di aumentare quindi la possibilità di replicare gli studi di