You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica, possa evidenziare nodi teorici che richiedono una ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione della teoria. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
contributi dei lettori al dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
I dattiloscritti vanno inviati in tre copie dattiloscritte.
In questo numero pubblichiamo un caso clinico esposto da Teresa Corsi Piacentini e i commenti di Ciro Elia, Alberto Merini, Pierrette Lavanchy.
Il caso che intendo presentare in questa rubrica di discussione clinica, è stato da me trattato molti anni fa; l'esperienza da me vissuta con questo paziente è stata molto coinvolgente ed ha costituito una tappa fondamentale nella mia formazione di psicoanalista sia sul versante emotivo sia su quello della riflessione teorico-clinica.
Il problema a mio parere più interessante che emerge dalla riflessione su questo caso, riguarda la definizione nosografica fra psicosi e nevrosi: esiste cioè un confine