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La rivista ha aumentato il numero di pagine ed è stato possibile contenere i costi. Questo offre maggiore spazio per le rubriche già attivate e per iniziative nuove che verranno di volta in volta segnalate, in modo da arrivare alla fine del 1989 con una struttura consolidata e con un programma organico di lunga durata. Il potenziamento di alcuni servizi, reso possibile dalla redistribuzione dei compiti organizzativi all'interno di una linea culturale immutata, diverrà progressivamente evidente e riteniamo possa mantenere vivo il rapporto con i lettori.
Un fenomeno prima strisciante è divenuto particolarmente evidente in questi ultimi anni. Diversi convegni internazionali costosi ed affollati, hanno aggregato gran parte della psichiatria nazionale. Non è qui in ballo la riuscita degli stessi o il livello qualitativo dei contributi presentati ma un problema di ordine diverso. Questi convegni, con qualche eccezione, hanno avuto gestione universitaria, sono costati molto, e sono stati pagati con il denaro proveniente in prevalenza dalle iscrizioni di operatori del servizio sanitario nazionale. Ciò deve far riflettere sul fatto che la psichiatria dei servizi, la quale ha prodotto cultura e cambiamento in Italia, non riesce quasi più a compiere operazioni di portata ampia, per cui si ritrova a contrattare spazi, che di fatto finanzia, in posizione ancillare rispetto alla capacità imprenditoriale accademica che si ripresenta sul mercato come depositaria di scienza. La dimensione internazionale raggiunta dalla prospettiva psichiatrica italiana, nata e sviluppata dai e nei servizi, tende a risolversi in parte rilevante nella miriade di piccoli convegni organizzati da singole U.S.L., caduchi nel loro carattere contingente, occasionale e provinciale. Bisogna valutare appieno le conseguenze della delega di leadership, nell'organizzazione culturale, a componenti spesso strutturalmente e ideologicamente estranee al movimento psichiatrico italiano, prima di permettere fino in fondo