You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
In una recensione all'Ulysses di Joyce, Jung si sofferma con insistenza sui sentimenti di noia e sulla sonnolenza che l'avevano attanagliato impedendogli la lettura del libro. Joyce respinse sdegnosamente la recensione che, sfavorevole al testo, lo considerava una sorta di prodotto schizofrenico. Jung rielaborò faticosamente i propri sentimenti negativi giungendo attraverso una complessa analisi psicologica a superarli, rintracciando in Ulysses valori innovativi per l'inconscio collettivo moderno ed elementi simbolici costitutivi del processo d'individuazione del suo autore.
Attraverso l'esame dello scritto di Jung e la ricostruzione dei rapporti che intercorsero con Joyce, anche per il trattamento che Jung iniziò della figlia schizofrenica dello scrittore irlandese, gli autori ipotizzano che la noia di Jung per Ulysses possa essere considerata un fenomeno controtransferale, in accordo alle concezioni psicoanalitiche sulla «noia di controtransfert»; un'identificazione complementare (o reciproca) tra Jung e Joyce, ovvero, in una prospettiva psicologico-analitica, la percezione della proiezione inconscia della propria Ombra sull'altro, vengono identificati come gli elementi psicopatogenetici fondamentali della noia emergenti all'interno di un rapporto diadico significativo.