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La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
contributi dei lettori al dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
Tutti i contributi vanno inviati in tre copie dattiloscritte.
In questo numero pubblichiamo gli interventi sul caso presentato da Teresa Corsi Piacentini nel n. 3, 1988.
Mi interessa in modo particolare occuparmi dell'aspetto diagnostico che viene ancora una volta proposto nella ricerca di chiarire il rapporto nevrosi-psicosi; penso che il problema vada posto in altri termini, nel senso di una indagine dei passaggi che costituiscono un modello esplicativo e di qui verificarlo nel riscontro clinico, a livello dei singoli parametri (non importa se meccanismi di difesa, relazioni oggettuali o altro). Si può oggi evidenziare, almeno a livello di teoria clinica, la presenza di modelli etiopatogenetici che pretendono di raggiungere un alto livello di specificità diagnostica, specificità fondata su integrazione ed evoluzione dei parametri che costituiscono l'apparato psichico e la sua patologia, e al tempo indicare le linee tecniche conseguenti. Il dibattito va quindi centrato, di volta in volta, sulla portata esplicativa ponendo domande del tipo: