You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Nel parlare del contributo di Marone, vorrei anche cogliere l'occasione per segnalare il programma culturale ed editoriale di cui è parte. Il libro esce nella collana «Polytropos», diretta da Sergio Piro, del «Centro ricerche sulla psichiatria e le scienze umane» di Napoli. Nato dal movimento alternativo psichiatrico come momento di organizzazione, dibattito, riflessione teorica e insegnamento, il Centro si fonda sul presupposto che conoscenza teorica e pratiche di trasformazione sociale debbano saldarsi in uno stretto rapporto di interdipendenza reciproca. Impegno sociale, didattico e formativo si accompagnano dunque a un'attività editoriale che ha fra i suoi obiettivi il cambiamento del «sistema di riferimento conoscitivo» e la «critica epistemologica serrata». Il libro di Marone intende collocarsi su questa scia, e si butta a capofitto in quegli aspetti di teoria della conoscenza propri della psicoanalisi che se certamente tormentarono Freud per tutta la vita, arrovellamenti ben maggiori hanno generato in chi, in seguito, ha cercato di mettervi ordine. E fra questi il nostro autore non fa eccezione.
L'oggetto del contendere è quella «terra di nessuno» a turno rivendicata, occupata, rifiutata dalla psicoanalisi, «a cavallo tra il corporeo e lo psichico», tra biologia e psicologia e che, nelle ambigue oscillazioni di Freud, come dei suoi commentatori, ha finito per scivolar via dal campo rigorosamente delimitato della