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Il libro di Hilda Doolittle Tribute to Freud (tr. it., I segni sul muro) costituisce una ricca miniera per tutti coloro che, curiosi nei confronti dell'uomo Sigmund Freud, desiderino ricostruire l'atmosfera e la tecnica dei suoi trattamenti, e quindi la storia della psicoanalisi. L'entusiastico titolo Tribute to Freud sta in contraddizione col fatto che l'analisi non riusci a mitigare la sofferenza di H.D.. Il suo disturbo professionale, una inibizione nello scrivere, e la sua angoscia collegata con la guerra rimasero invariate (tr. it. I segni sul muro, p. 119). Il clima affettivo del libro di H.D. è molto contradditorio e ambivalente. L'autrice è dawero dilaniata tra il tributare omaggio a Freud è il fare affermazioni del tipo «Così, ancora una volta, posso dire che il Professore non aveva sempre ragione» (cfr. I segni sul muro. p. 118). A Freud era ben nota l'importanza della messa in questione dei comportamenti di ruolo nei processo analitico, nonche l'importanza dello scambio dei ruoli di analizzando e analista. Nei momento in cui H.D., scoprendo in se stessa dei sentimenti ambivalenti, dice:
Non so se si pronuncia am-bi-valenza o ambi-valenza (I segni sul muro, p. 106). [Freud sembra aver risposto:] Volete che ve lo dica? È una di quelle cose che mi sono sempre chiesto. E tante volte vorrei proprio trovare qualcuno che mi spieghi queste cose (I segni sul muro, p. 106).
Io voglio dunque tentare, pur in sede postuma, di venire incontro a questo desiderio di Freud, e di prenderlo in supervisione. In discussione e l'analisi alla quale Hilda Doolittle, classe 1886, si sottopose presso il