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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica, possa evidenziare nodi teorici che richiedono una ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione della teoria. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
contributi dei lettori al dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
I dattiloscritti vanno inviati in tre copie dattiloscritte.
In questo numero pubblichiamo un caso clinico esposto da Thomas von Salis, Billa Zanuso e Nella Guidi. Segue un ulteriore intervento sul caso presentato da T. Corsi Piacentini.
Nel numero I, 1988 di questa rivista, a p. 91 lo scopo della rubrica «Casi clinici» viene definito come quello di «facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico» in psicoterapia. Vorrei scrivere alcune osservazioni sulla mia prassi psicoanalitica per esaminare appunto la relazione tra il mio comportamento nella situazione col paziente e la mia teoria della tecnica psicoanalitica.