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Il libro raccoglie dodici articoli scritti tra il 1969 e il 1984, distribuiti in quattro sezioni. Invano si cercheranno nel testo definizioni teoriche o proposte di classificazione diagnostica. Nella prefazione Searles scrive che «elementi della patologia borderline si incontrano in qualsiasi psicoanalisi del profondo… poiché questi fenomeni sono parte della condizione umana». Nella prima sezione, dedicata ai princìpi fondamentali, sono esposte le tecniche generali della terapia con pazienti borderline adulti, insieme con le risposte di traslazione. L'accento è sul clima emotivo, 1'«atmosfera» e i silenzi della seduta. La seconda parte tratta i disturbi del funzionamento dell'Io e il modo in cui il disagio psichico del paziente si riverbera sul terapeuta (mirabili e originali le pagine sulla gelosia dell'oggetto interno, scritte nel '74). La terza sezione comprende due articoli, entrambi del '79, sulla controtraslazione, dove sono esaminate le risposte emotive che l'atteggiamento del paziente muove, induce e attiva nel terapeuta, come ad esempio il senso di colpa e l'invidia; viene inoltre sottolineata la validità del senso d'identità dell'analista come organo di percezione. Infine, nell'ultima parte sono trattati «alcuni problemi inevitabili» quali il formarsi nel paziente di un'immagine interiorizzata dell'analista, i vissuti di separazione e di perdita in entrambi i membri della coppia terapeutica, il ruolo delle espressioni del volto dell'analista.
Attraverso gli appassionanti resoconti dei casi, che costituiscono l'ossatura del libro, Searles mostra come lavorare con concetti clinici piuttosto che meta-psicologici. Nelle sue mani sentimenti, fantasie, incertezze e impulsi personali provati sotto la tensione emotiva della seduta e disvelati con apparente semplicità, diventano lo strumento privilegiato di intervento terapeutico.