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Hilde Bruch è una analista molto nota per la sua esperienza nei disturbi dell'alimentazione, autrice di vari libri, per specialisti e anche per il grande pubblico, tra i quali quattro già tradotti in italiano: Apprendere la psicoterapia (Boringhieri), Patologia del comportamento alimentare e La gabbia d'oro (Feltrinelli), Non avere paura di tuo figlio (Ferro). Questo libro, Anoressia, è uscito postumo (l'autrice è morta alla fine del ) ed è a cura di due sue allieve, D. Czyzewski e M. A. Suhr, le quali hanno preparato per la stampa il manoscritto tratto dalle registrazioni dell'autrice stessa che con flebile voce, affetta dal cancro e dal morbo di Parkinson, ha voluto completare negli ultimi mesi di vita la sua ultima opera. Theodore Lidz, da lunga data intimo amico della Bruch, nella prefazione ricorda in modo molto commovente la storia della vita dell'autrice, gli studi in Germania, la sua fuga dal nazismo prima in Inghilterra poi negli Stati Uniti, la sua analisi personale con Frieda Fromm-Reichmann, la sua attività prima nell'area di Washington poi a New York, e infine il suo trasferimento a Houston dove ha consolidato la sua fama internazionale per gli studi sulla bulimia, l'anoressia e i disturbi schizofrenici.
Il libro consiste in una raccolta di «conversazioni» con pazienti (in tutto 17 anoressiche, alcune delle quali citate più di una volta), ordinate secondo specifiche situazioni cliniche, attraverso le quali l'autrice cerca di mostrare la sua tecnica terapeutica col linguaggio semplice e chiaro che le è congeniale. Gli otto capitoli hanno i seguenti titoli: «Il compito della terapia»; «La valutazione: trovare la persona nel paziente»; «La consultazione: un approccio pieno di novità»; «Farsi coinvolgere»; «Il paziente contrario»; «Le concezioni disturbate del cibo, del corpo e del Sé»; «L'infanzia rivisitata»; «La guarigione: riscoprire il Sé».