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Appunto informativo: Anna Maria Guerrieri intervista G. Contri sul suo ultimo libro Leggi. Ambiti e ragione dell'inconscio (Milano: Jaca Book, ) in cui l'Inconscio freudiano viene situato nel campo d'esperienza della legge, con conseguente riconoscimento, al singolo, di una competenza normativa.
D.: Il primo capitolo del suo libro Leggi si chiude con un'affermazione inquietante: «Il nostro mondo è senza legge». Ciò che la rende inquietante, e drammatica, è anche il fatto che nel nostro mondo vi sono fin troppe leggi, e che si continua a farne…
R.: Quanto meno c'è legge, tanto più si metastatizzano diritti. «Legge» significa qui una soluzione alla questione freudiana di un principio di piacere di cui ognuno e tutti difettiamo. Dico tutti, perché «principio di piacere» non è una faccenda interiore, né privata, individualistica, morale nel senso intimistico, e neppure anzitutto psicologico. Poiché definisco l'inconscio come la competenza soggettiva di ognuno nel cooperare all'istituzione di una tale legge, quando dico che il nostro mondo ha poca legge, dico che nel nostro mondo c'è poco inconscio. «Super-io» è un nome del sostituto imperativo, usurpativo, terroristico, di una legge mancante. Aut inconscio aut Super-io. Non ho peli sulla lingua nel riferire ciò, per esempio, a Ossicini: la pseudolegge omonima - l'ho già definita una fuorilegge - si è prodotta al posto di una miseria della legge, che è la stessa cosa della «miseria nevrotica» di Freud.
D.: La cultura psicoanalitica sembra ignorare il tema della legge, complessivamente,
* Via Carroccio 3, 20123 Milano.
eppure la psicoanalisi si pone come scienza, dunque come un sapere di leggi…
R.: La scienza di Freud è nata come scienza di leggi. Di leggi prepsicologiche con effetti psicologici. Proprio per questo Freud ha dovuto inventare un neologismo, chiamandole «metapsicologiche». Molta cultura psicoanalitica lo ha dimenticato, o rinnegato, immaginandosi l'inconscio come una specie di cic-ciac di confuse azioni e reazioni