You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica, possa evidenziare nodi teorici che richiedono una ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione della teoria. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
contributi dei lettori al dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
In questo numero pubblichiamo un caso clinico esposto da Nadia Scopsi e i commenti di Paolo Migone e di Carlo Moiso.
Il caso che presento riguarda un trattamento ancora in corso che si caratterizza per il fatto di porre problemi riguardanti una presunta o presumibile ortodossia tecnica. L'ho scelto oltre che per il mio interesse a ricevere commenti su un trattamento che in generale presenta aspetti problematici, essenzialmente perché mette in luce alcuni degli interrogativi più tipici che un analista transazionale si pone e perché ho spesso avuto il dubbio di non rispondere a questi interrogativi nella maniera consolidata dal mio metodo. Nella sua essenza l'At è un metodo