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Danesi ripercorre in questo saggio l'opera di Freud alla ricerca delle definizioni e delle complesse stratificazioni di significati che viene ad assumere il concetto di piacere. Esso infatti, nonostante la sua importanza fondamentale nell'edificio concettuale della psicoanalisi, si trova al centro di più di una contraddizione tanto da renderne ardua una definizione univoca e coerente in termini metapsicologici. Partendo dalla Minuta teorica K e dal Progetto e passando attraverso un esame dei fondamenti del concetto di piacere nei termini scientifici e filosofici dell'epoca, il discorso prosegue prendendo in considerazione la psicologia del sogno e la concezione economica e degli affetti. La dialettica piacere-realtà è oggetto di un particolare approfondimento, che sfocia in una proposta di rilettura di Al di là del principio del piacere. Analogamente, la tematica del piacere e dell'infelicità ha come testo di riferimento Il disagio della civiltà. Il discorso del piacere esce da questo studio ancora ricco di enigmi e irrisolte contraddizioni. Il tentativo di chiarirne le ragioni ci consente comunque di apprezzare ancora una volta la ricchezza e complessità del pensiero freudiano.