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Questo libro è il frutto di vari anni di esperienza degli autori nel settore dell'abuso infantile e delle famiglie maltrattanti, sfociata nella fondazione nel 1979 di una associazione denominata «Centro di aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia in crisi» (Caf), prima iniziativa di questo genere in Italia, convenzionata dal 1981 con il Comune di Milano. A questa iniziativa nel 1984 se ne è affiancata un'altra, una cooperativa denominata «Centro per il bambino maltrattato e la cura della crisi familiare» (Cbm), alla quale il Comune di Milano nel 1985 ha affidato la gestione del proprio servizio in questo settore, costituendo così il primo servizio pubblico in Italia ad occuparsi di maltrattamento. Mentre il programma del Caf era quello di porsi «al servizio dei servizi sociosanitari senza alcuna velleità di sostituirsi ad essi», allo stesso modo il Cbm non ha il compito di prendere in carico tutti i casi di maltrattamento, ma di fungere da punto di riferimento clinico, teorico e di ricerca.
Stefano Cirillo è dal 1982 un terapeuta del «Nuovo centro per lo studio della famiglia» di Milano, e Paola Di Biasio lo fu dal 1981 al 1985 collaborando con Giuliana Prata; essi sono stati quindi allievi e collaboratori di Mara Selvini, della quale utilizzano alcune note concettualizzazioni, come quella dei «giochi psicologici». Il libro, arricchito da vari casi clinici, si apre con una presentazione di Mara Selvini e con un inquadramento storico della loro esperienza, seguiti da cinque capitoli. I primi due affrontano la tematica delle difficoltà e delle insidie della terapia «coatta», cioè in assenza di richiesta, e della presa in carico in situazioni di coazione, come ad esempio in seguito a un decreto del Tribunale per i minorenni. Il terzo capitolo tratta il problema della diagnosi e della prognosi (che può essere positiva o negativa) delle famiglie maltrattanti. Il quarto entra più specificamente nella analisi dei giochi familiari, cioè delle particolari dinamiche di que