You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il libro ripercorre la storia della psicologia russa e sovietica a partire dalla fine del Settecento fino agli anni ‘30 del nostro secolo, epoca in cui si esaurì la ricerca e la pratica della psicoterapia su base psicoanalitica a causa degli ostacoli opposti dal regime stalinista. Esso presenta un panorama assai più ampio di quanto indicato nel titolo; ma tutte le fasi dello sviluppo della psicologia in Russia, anche quelle più remote, vengono illustrare dall'autore privilegiando tutti quegli aspetti che suggeriscono anticipazioni o analogie con la teoria psicoanalitica. I primi due capitoli sono dedicati ai principali protagonisti della nascita e dello sviluppo della psicologia russa, quali l'illuminista Radiŝĉev attivo nella seconda metà del Settecento, e, nell'Ottocento, il filosofo hegeliano Hensen, un altro filosofo Ĉerniscevskij, e infine il fisiologo Dobroljubov, che sostenne la distinzione fra i diversi livelli qualitativi propri dei fenomeni fisiologici e psicologici. A Seĉenov, celebre neurofisiologo, la cui attività si esplicò per quasi tutto il XIX secolo, l'autore dedica molto spazio, in quanto nei suoi scritti sui riflessi cerebrali compaiono per la prima volta in Russia accenni alla presenza dell'inconscio. Seĉenov fu il fondatore della «Psicologia obiettiva». Tale scuola trovò poi, a cavallo fra l'Ottocento e il Novecento, il suo massimo rappresentante in Pavlov, il cui pensiero viene ampiamente riferito da Angelini, insieme a quello di Bechterev, anch'egli illustre neurofisiologo. Entrambi operarono contemporaneamente a Freud, ma non ebbero con lui alcun contatto. I successivi capitoli riguardano in modo specifico lo sviluppo della psicoanalisi in Russia e in Urss, che, pur essendo limitato ad una breve seppure intensa stagione, è stato costellato da personalità molto attive e interessanti, quali tra gli altri Osipov, Wulff (allievo di Abraham), la ben nota Sabina Spielrein, Ermakov, e in seguito Lurja. L'autore descrive inoltre le vicissitudini del