You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
A partire dal 1971, anno in cui è stato pubblicato il libro di Helen Block Lewis su «vergogna e senso di colpa», e soprattutto in questo decennio, sono diventati sempre più frequenti i contributi di psicologia clinica, quasi tutti di ispirazione psicanalitica, sul ruolo della vergogna in psicopatologia. Citiamo tra i più significativi, oltre a quello della Lewis, quelli di Wurmser (1981), Kinston (1983, 1987), Miller (1985), Morrison (1983, 1987), Fossum e Mason (1986), Hultberg (1988), Kaufman (1989). Il volume collettaneo a cura di Nathanson (1987a), già organizzatore nel 1984 del primo simposio sulla vergogna al Convegno dell'American Psychiatric Association, offre una panoramica aggiornata dei contributi di questi ed altri autori. L'interesse di ricerca sempre più vivo sul tema della vergogna in psicopatologia è attestato ancora dalla conferenza organizzata dalla Psychoanalysis Unit dell'University College di Londra (2-3 febbraio 1990) e dal convegno su colpa e vergogna che si terrà ad Arezzo il 17-18 febbraio 1990, organizzato dalla Cattedra di psicologia dell'età evolutiva dell'Università di Siena e dalla Cattedra di psicoterapia dell'Università di Ancona. Bisogna anche dire che, a quanto ne sappiamo, questo interesse non appare finora condiviso dagli psicologi clinici né dagli psicoanalisti italiani. A parte un lontano contributo di E. Molinari (1955) sul tema affine del senso di inferiorità, conosciamo soltanto un saggio di Semi (1990) che non fa alcun riferimento alla letteratura da noi presa in esame.
L'interesse per lo studio della vergogna non è limitato all'ambito della