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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica, possa evidenziare nodi teorici che richiedono una ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione della teoria. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
contributi dei lettori al dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
Tutti i contributi vanno inviati in tre copie dattiloscritte.
In questo numero pubblichiamo un caso presentato da Paolo Migone e commentato da Morris Eagle e John Gedo.
Si tratta di un paziente che ho incominciato a seguire quasi 5 anni fa, e che vedo tuttora 3 volte alla settimana. Finora (20-5-89) abbiamo fatto 369 sedute. Presenta quella che alcuni chiamano una «patologia del Sé», con tipici sintomi borderline. Farò un resoconto della prima seduta, che reputo importante, poi dirò alcune cose sul caso in generale, e infine cercherò di riassumere i primi due anni di terapia, per mostrare alcuni dettagli tecnici. Purtroppo non ho potuto