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Gli americani di media cultura recentemente hanno aggiunto due nuove parole russe a un vocabolario che spesso era composto solo da nyet e da: la prima è glasnost, per la notevole nuova apertura di una cultura precedentemente chiusa, e la seconda è perestrojka. Questa difficile parola è stata sulle labbra dei sapientoni dei nostri mass media tanto spesso che quasi tutti noi sappiamo che si riferisce alla straordinaria riforma della società sovietica che è in corso sotto la guida di Mikhail Gorbaciov. Persino i politici più conservatori ora ammettono che questi cambiamenti di fondo stanno avvenendo veramente e sono probabilmente irreversibili.
Ma se un sistema così vasto e conservatore può intraprendere una tale autocritica, seguita da cambiamenti di base, forse non è solo futile ottimismo immaginare che la psicoanalisi possa seguirne l'esempio. È vero, i suoi abusi e fallimenti non sono così drammatici ed estremi, ma vi sono molte indicazioni che qualcosa è profondamente sbagliato, e molti dei segnali di allarme erano in evidenza da anni.
In effetti, la psicoanalisi americana è in uno stato di crisi quasi in ogni aspetto: la sua teoria è in uno stato di confusione - non solo la metapsicologia, ma anche la teoria clinica; il suo statuto come scienza nella migliore delle ipotesi è traballante, e sebbene la ricerca psicoanalitica abbia fatto reali passi avanti, vi sono poche prospettive che migliorerà così rapidamente come sembra necessario; come pratica professionale, è sempre più messa alla prova da scuole di terapia rivali ancor più di successo; come movimento, ha perso morale ed entusiasmo fino al punto