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Quando ho cominciato a lavorare sull'argomento di questo articolo mi sono rivolto al capitolo di Cooper sul narcisismo contenuto nel vol. VII dell'American Handbook of Psychiatry, seconda edizione (Cooper, 1981). Accanto alle classiche vedute di Freud e a quelle di autori freudiani recenti come Kohut e Kernberg, Cooper parla anche di autori neofreudiani come la Horney e Sullivan, tuttavia manca il nome di Fromm. Questo si verifica spesso. Come osservano Greenberg e Mitchell (1983, p. 106 dell'edizione originale), Fromm ha anticipato certi concetti psicoanalitici di decenni, ma riceve scarsi riconoscimenti per questi suoi contributi. Un primo scopo di questo lavoro sarà quindi di stabilire le priorità di Fromm nell'argomento del narcisismo e del Sé.
Fromm, a sua volta, sembra avere rivolto scarsa attenzione agli altri sviluppi della psicoanalisi. Nell'indice dell'edizione completa delle sue opere in tedesco - l'unica esistente fino ad oggi - (Fromm, 1980-81, vol. X) non compaiono i nomi di Kohut e di Kernberg, e Fromm parla una volta sola, anche se in termini elogiativi, della scuola britannica,