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Psicologia politica è il primo dei cinque volumi in cui Busch ha raccolto gli scritti di K. Horn, prematuramente scomparso nel 1985 all'età di cinquantuno anni, e che i lettori di questa rivista conoscono per l'articolo Psicoanalisi e contraddizioni sociali pubblicato sul n. 3/1978. Il suo nome è in Germania associato a quello di A. Mitscherlich , che nel 1964 lo accolse come assistente presso il S. Freud-Institut di Francoforte, nel cui ambito, nel 1974, Horn divenne direttore del dipartimento di psicologia sociale, e quindi a quelli di A. Lorenzer e di H. Dahmer, anch'egli sociologo, e da anni caporedattore della rivista Psyche. Come è noto, in questione è una teoria critica del soggetto psicoanaliticamente fondata, e quindi il ricorso e la valorizzazione della psicoanalisi al di là della clinica. I cinque saggi contenuti in questo primo volume testimoniano della ricchezza e della profondità dell'impegno di Horn in questa direzione. Di notevole interesse è non solo Dalla psicologia sociale alla psicologia politica, in cui Horn mette in primo piano il concetto psicoanalitico di conflitto, ma anche La rilevanza politica della tecnica psicoanalitica: in questione è qui il contributo che la psicoanalisi può dare alla ricerca sociale qualitativa, laddove Horn propone il gruppo Balint come strumento tramite il quale promuovere questo indirizzo di lavoro.