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Si tratta della presentazione dei risultati di una ricerca condotta nell'area della U.S.L. 36 del Veneto (Terraferma Veneziana - Mestre) nel periodo 1982 - 1984, riguardante il disagio psichico dei giovani in età 11-20 anni. Gli autori (un neuropsichiatra infantile, uno psicologo ed un assistente sociale) definiscono la propria indagine come «preliminare» e necessariamente «descrittiva» per la impossibilità di comparazione dei dati dovuta a sua volta alla «disomogeneità delle strutture che erogano i servizi considerati»; il loro lavoro si colloca in effetti su un livello operativo piuttosto che teorico. La finalità della ricerca è infatti dichiaratamente operativa: «programmare Servizi ed interventi, specie in un'ottica preventiva. Parallelamente — essi aggiungono — solo dimensionando secondo una scala di gravità i problemi esistenti, è possibile diversificare gli interventi senza lasciare troppi vuoti, come, invece, oggi succede». Le fonti dei dati sono rappresentate dai diversi Servizi Sanitari e quindi il segnale di disagio psicologico (il «caso utile» in termini epidemiologici) è definito come colui o colei che «in modo esplicito o piú o meno esplicito, ha formulato alle strutture sanitarie una richiesta che possa essere ricondotta a simile problematiche». In questa ricerca vengono anche considerati (capitolo VII) gli interventi che i diversi servizi della U.S.L. offrono in risposta al disagio psichico rilevato (dalla farmacoterapia, al ricovero, alla psicoterapia). La classificaizone diagnostica utilizzata (capitolo IV) è quella dell'ICD 9, della Organizzazione Mondiale della Sanità.
Le conclusioni di questo studio indicano che l'1,18% della popolazione 11-20 anni si presenta ai Servizi esprimendo una sofferenza psicologica; e di questi circa «un sesto (17,43%) presenta difficoltà non rilevanti dal punto di vista psicopatologico e la loro carriera di caso, si conclude. Il rimanente presenta gradi diversi di psicopatologia». Gli autori, nelle considerazioni concl