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In data 28 marzo 1876 Sigmund Freud scriveva da Trieste a Eduard Silberstein il seguente biglietto:
Caro Berganza,
eccomi qui a Trieste. Mi creda, Vostra Grazia: scrivere è la cosa più stupida che io possa fare. Le racconterò tutto a voce. Vorrei tanto ricevere lettere da Lei, però non ne chieda a me. Sappia comunque che Trieste è una città molto bella e che le bestie sono bestie molto belle. Con grande osservanza, il Suo Cipion.
Ecco il mio indirizzo: Stazione zoologica di Trieste, Passeggio S. Andrea (Freud, 1989, p. 157).
A questo biglietto, scritto da Freud in spagnolo, fanno seguito, dal medesimo luogo e al medesimo indirizzo, due lunghe lettere in tedesco, in data 5 e 23 aprile rispettivamente. Queste tre missive, contrassegnate dai numeri 60, 61 e 62, rientrano nella raccolta, composta di settantanove pezzi autografi di Freud, uscita quest'autunno, a cura del pubblicista tedesco Walter Boehlich, presso la casa editrice Fischer di Francoforte con il titolo Jugendbriefe an Eduard Silberstein, 1871-1881.
Nel capitolo dedicato ai Freuds Briefwechsel, incluso nel ricchissimo trattato Die Psychologie des 20° Jahrhunderts Martin Grotjahn scrive: