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L'approvazione da parte del Parlamento della legge n. 56 istituente l'Ordine degli psicologi rappresenta un capitolo significativo per la cultura italiana. Il quadro istituzionale e normativo della disciplina psicologica risulta meglio definito in rapporto ad un evento legislativo che esprime significativamente il riconoscimento da parte della società italiana della esistenza della professione di psicologo con il suo corpus scientifico specifico.
Le difficoltà e le resistenze incontrate che hanno per lungo tempo ritardato l'approvazione della legge, sono ascrivibili a questioni di vario ordine e genere attinenti gli ambiti ideologico, politico, culturale, istituzionale. Quando la psicologia italiana sarà in grado di «storicizzare» il proprio «passato» e potrà dedicarsi all'esame delle componenti che hanno ostacolato l'iter della legge, sarà allora possibile e conoscitivamente utile analizzare nel dettaglio alcuni importanti filoni oppositivi per arrivare ad una soddisfacente comprensione della intera questione che ha rappresentato, torno a ripeterlo, una sorta di cartina di tornasole dell'atteggiamento nel corso del tempo assunto dalla società italiana nei confronti della psicologia e del tipo di difficoltà, tuttora avvertibili, evocate in