You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Dopo L'istinto filiale e Psicoanalisi e logica disponiamo ora dell'edizione italiana di quella che si può considerare l'opera di I. Hermann più utile sul piano della prassi terapeutica, del lavoro di paziente e analista in seduta, del metodo di tale lavoro. Prova della attualità del testo, uscito originariamente in ungherese nel 1933, e in seconda edizione, riveduta ed aggiornata, in tedesco, trent'anni più tardi, è anche la sua recezione da parte di H. Thomae, un allievo di A. Mitscherlich, e H. Kaechele nel loro recente manuale di tecnica di prossima pubblicazione in italiano. «Il metodo è tutto, il contenuto è niente»: questo è il motto che secondo Hermann, psicologo sperimentale di formazione medica, che Freud chiamava «il nostro filosofo», deve valere anche per la psicoanalisi, disciplina scientifica al pari delle altre. Ed è così che l'autore ripercorre in questo volume tutte le tappe fondamentali dell'acquisizione e della lavorazione del materiale analitico, nel secondo e terzo dei quattro capitoli che lo compongono. Come può pervenire il paziente a seguire la «regola fondamentale»? E qual è il senso dell'ascolto e dell'intervento dell'analista? Continuo psichico e senso psicoanalitico sono i concetti che Hermann ci propone a questo riguardo, e che meriterebbero di essere inclusi nel nostro lavoro. Non meno suggestive sono l'escursione nella preistoria della psicoanalisi tra i «precursori della regola fondamentale» e la lucida ricostruzione del percorso storico e logico di Freud. Si segnala infine l'ultimo capitolo, dedicato al controllo dei concetti e della ricerca in psicoanalisi, in linea con il primo dedicato al metodo.