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Il tentativo di avviarsi alla definizione di un modello comprensivo del disturbo
schizofrenico capace di integrare teorie e tecniche terapeutiche di ispirazione psicoanalitica con le conoscenze sulla psicologia dello sviluppo e con i dati delle ricerche neurofisiologiche e neurobiologiche è perseguito da D. Feinsilver, curatore di questa raccolta di saggi, con notevole coerenza, pur nella consapevolezza delle difficoltà metodologiche inerenti a tale impresa. Il volume presenta scritti destinati ad un convegno sull'opera di Ping-nie Pao, deceduto nel 1981. I contributi sono distribuiti in sezioni dedicate ai problemi diagnostici, agli aspetti teorici, alle ricerche di psicopatologia dell'età evolutiva e al trattamento. Nell'insieme il libro rappresenta un ideale proseguimento e approfondimento delle concezioni di Pao, attraverso il confronto fra autori che si differenziano considerevolmente anche nei modelli psicoanalitici di riferimento ma comunque condividono, come Grotstein, l'approccio integrato che contraddistinse l'opera di Pao. Lichtenberg riflette sulla ricca messe di dati dell'osservazione sperimentale del rapporto neonato-nutrice e pone interrogativi sulla tenuta di concetti quale stadio indifferenziato e autistico e sulla centralità, in parte già limitata nella sua portata da Pao, del concetto di regressione. Feinsilver, nel suo saggio conclusivo, delinea un concetto di «Sé vulnerabile» nelle sue vicissitudini evolutive e nelle prospettive di trattamento. Accanto a questi autori, più vicini all'esperienza originaria di Pao, compaiono saggi di psichiatri e psicoanalisti di vario orientamento, fra i quali, oltre al già citato Grotstein, troviamo Carpenter, Kestenbaum, McGlashan, J. e A.M. Sandler, Giovacchini.