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È questo l'ultimo libro che Françoise Dolto ci ha lasciato. Come nel suo precedente Le parole dei bambini e l'adulto sordo, anche in questo caso la Dolto invita gli adulti a prestare ascolto, e rispetto, a quanto i bambini, e in questo scritto, gli adolescenti, ci dicono. Nel caso degli adolescenti, l'invito è a renderli protagonisti responsabili della propria vita che sta per aprirsi alla autonomia. Secondo la Dolto, questo si può conseguire con il rendere più paritario il rapporto educativo fra gli adulti e ragazzi. Per questa autrice l'adolescenza è un'epoca di vita da definire in positivo («un'età vulnerabile e meravigliosa») e da rispettare nella sua evoluzione («una zona turbolenta che ognuno vive in funzione della propria relativa precocità o, al contrario, dei propri indugi, secondo un ritmo individuale»). II libro è strutturato sotto forma di un dialogo. Formalmente consta di diciassette brevi capitoli in cui l'autrice tocca praticamente tutti i diversi aspetti dell'adolescenza. Si va dalla immagine del corpo e dalla mancanza di grazia e armonia, ai suicidi, alla questione droga, all'insuccesso scolastico, e così via. Il volume è completato da una serie di sette appendici tematiche (Piccola guida alla Convenzione per i diritti dell'infanzia; le fughe degli adolescenti; i suicidi; il personaggio dell'adolescente nel cinema mondiale etc.) costituite da note, statistiche e voci bibliografiche relative all'argomento. (G.R.)