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Quattrocento pagine, nove capitoli ciascuno dei quali concluso con un sommario e con alcune esemplificazioni cliniche, il tutto seguito da un'ampia bibliografia ragionata. Questo l'impianto del volume che ci presenta un'ampia rassegna delle psicoterapie (nel senso ampio del termine) utilizzabili in ambito psichiatrico, in particolare nella concreta situazione dei servizi pubblici. Come è evidenziato nella prefazione di Canestrari, l'autore, psicologo nel servizio psichiatrico di Modena, dedica una speciale attenzione a un aspetto solitamente trascurato in testi di questo tipo: i rapporti tra la psicologia clinica (e la psicoterapia in particolare) e la psicologia generale, soprattutto per la sua parte sperimentale. Il primo capitolo introduce alle problematiche generali della psicoterapia: i suoi rapporti con la ricerca sperimentale, con le indagini sui risultati della cura, sui fattori terapeutici e sul processo terapeutico. Dopo aver così introdotto l'importanza epistemologica dei modelli in psicoterapia, il 2° e il 3° capitolo sono dedicati alla illustrazione dei due modelli più significativi: quello psicodinamico (capitolo affidato a Roberto Pani dal titolo: «L'atteggiamento psicoanalitico») e quello delle teorie facenti capo all'apprendimento («L'individuo nell'orientamento cognitivo-comportamentale»). I capitoli successivi sono dedicati alle diverse modalità di intervento psicoterapeutico nelle quali il modello è maggiormente determinato dall'oggetto dell'intervento. Ogni capitolo è così dedicato sia a un argomento della psicologia generale sia a una tecnica terapeutica. I titoli sono: «Il gruppo e l'incontro» (un esempio riguarda un gruppo appartamento per ex lungodegenti manicomiali); «La famiglia e la coppia»; «Il sesso» (con un'ampia illustrazione del trattamento di due casi clinici); «Il corpo» (dedicato alle terapie a mediazione corporea con un ampio spazio dedicato al training autogeno; un esempio riguarda un gruppo di anziani cardiopatici); l'ottavo ca