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L'autore delinea una griglia comparativa fra le caratteristiche psicopatologiche e psicodinamiche dei vari disturbi distimici e quelle tecniche dei vari approcci psicoterapeutici individuali e familiari. La terapia psicoanalitica, indicata per i disturbi depressivi nevrotici strutturali e della personalità (risoluzione analitica dell'«endogain»), nelle depressioni reattive può essere più convenientemente sostituita da una combinazione di terapia breve di supporto individuale e di terapia familiare (trattamento relazionale dell'«epigain»). Per i disturbi psicotici maniaco-depressivi viene proposta una più complessa «strategia integrata», cioè: gestione contestuale del rapporto terapeutico individuale, sedute familiari sistemiche, interventi anti-conflittuali e psicosociali. Ciò sia per l'inaccessibilità dello psicotico all'insight o alla fase esplicativa della comprensione empatica (in termini di Psicologia del Sé), sia anche perché tali disturbi comportano un lavoro d'équipe e richiedono una presa in carico a lungo termine da parte del servizio psichiatrico pubblico. Viene descritto un esempio di tale approccio con una paziente maniacale cronica seguita per dieci anni.