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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica, possa evidenziare nodi teorici che richiedono una ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistemazione della teoria. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
contributi dei lettori e dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
Tutti i contributi vanno inviati in tre copie dattiloscritte.
In questo numero pubblichiamo gli interventi di due curatori, focalizzati su linee tematiche altamente specifiche individuate nel dibattito svolto nei quattro anni di lavoro intercorsi dalla comparsa della rubrica sul n. 2, 1987 di Psicoterapia e scienze umane.
Un nodo teorico che i casi clinici pubblicati evidenziano risulta quello dell'aggressività nella sua dialettica agito/attività. In ognuno dei trattamenti sono presenti a mio parere modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico del singolo autore e alterazioni del setting, al fine di fronteggiare una tendenza del paziente all'interruzione precoce ed «agita» del trattamento e la traslazione negativa. È interessante notare come i pazienti, negli specifici casi clinici, non solo mostrino subito nel loro atteggiamento «ossequioso», «svalutativo», nel porsi come «corpo