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Ballerini e Rossi Monti, che ci hanno già abituato a rivisitazioni dei concetti della psichiatria classica, nel loro volume ci propongono un percorso che, avendo come riferimento il pensiero di Ernst Kretschmer «apparentemente caduto fuori dall'esercizio attuale della clinica e della nosografia», incontri, lungo il filo rosso del delirio, da un lato l'arsenale tradizionale della psicopatologia e dall'altro gli stimoli provenienti «dagli studi sugli stili cognitivi e dalla valorizzazione del potente significato modulante delle emozioni che si delinea oggi nelle teorie psicopatologiche delle sindromi deliranti».
E.K. descrisse nel 1918 l'insorgenza di una sindrome delirante che si distacca dalla schizofrenia perché non ne condivide l'incomprensibilità, la bizzarria e il decorso deteriorante: il delirio sensitivo. In parte sovrapponibile alla paranoia classica di Kraepelin, esso si caratterizza per una specifica triade che ne supporta