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L'articolo affronta i problemi teorici e metodologici del trattamento psicoterapeutico di pazienti vittime della repressione sotto i regimi dittatoriali dell'America Latina. A partire dalla documentazione del lavoro clinico svolto da alcuni psicoterapeuti latino americani, gli autori descrivono alcuni problemi psicologici connessi alle esperienze delle sparizioni dei familiari, della tortura e dell'esilio ed il tentativo di fornire un aiuto a chi aveva vissuto queste esperienze utilizzando un approccio terapeutico che fosse sensibile anche ai fattori culturali e storici. Pensare ad una psicoterapia rivolta a queste persone ha comportato una riflessione sui limiti degli strumenti teorici e metodologici posseduti ed una ridefinizione delle tradizionali tecniche di intervento.