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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica, possa evidenziare nodi teorici che richiedono una ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione della teoria. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle 'di 2.000 battute);
contributi dei lettori al dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
Tutti i contributi vanno inviati in tre copie dattiloscritte. In questo numero pubblichiamo un caso presentato da Franco Del Corno e commentato da Guido Taidelli e Nella Guidi.
Franco Del Como*
Il caso che presento ruota attorno a un riferimento metodologico fondamentale nel mio lavoro di psicologo e di psicoterapeuta: l'importanza della diagnosi come prerequisito di ogni indicazione di intervento (compresa la decisione di non intervenire affatto) e della scelta delle strategie da attuare all'interno di esso.
La signora A.R. La signora A.R. fu ricoverata per la prima volta nella clinica