You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La collaborazione tra diritto e psicologia è recente, poiché «solo negli ultimi decenni si è sviluppata nella legislazione italiana l'attenzione al minore come persona autonoma e quindi soggetto attivo di diritti che vanno tutelati». A somiglianza di quanto avvenuto già da tempo in altre aree istituzionali — la scuola, la sanità — il bambino ha cessato di essere, almeno in linea di principio, il destinatario passivo di interventi attuati secondo modelli adulti. Il libro di Annamaria Dell'Antonio affronta uno specifico problema all'interno del più ampio tema del rapporto tra la legislazione attuale e la psicologia dell'età evolutiva, quello dell'audizione dei minori nei procedimenti civili (separazione e divorzio, affidamento eterofamiliare), con l'intento sia di riflettere su alcune ambiguità della terminologia giuridica, che si prestano a diverse interpretazioni, sia di proporre soluzioni di più ampia portata per uscire dalla prospettiva della delega all'esperto, da parte del giudice, della funzione dell'ascolto. L'autrice passa innanzitutto in rassegna la normativa vigente sull'argomento e pone in evidenza come questa lasci al giudice un ampio margine di discrezionalità sia rispetto alla decisione di ascoltare il minore, sia rispetto alla considerazione in cui tenere il suo parere. Segue una casistica che dimostra come si sia diffusa, nel primo decennio dalla promulgazione del Nuovo Diritto di famiglia , la pratica di ascoltare il minore e di valorizzarne la volontà. La tendenza sembra essersi arrestata negli ultimi anni e ci si chiede se questo debba essere attribuito ad un affievolimento di impegno o non piuttosto alla accresciuta consapevolezza della complessità di una audizione di minore, che spinge ad evitarla piuttosto che ad affrontarne le difficoltà. Quando parlo di difficoltà, mi riferisco soprattutto a quelle emerse dal confronto di due modi di comunicazione profondamente diversi, se non opposti: quello «letterale», espresso attraverso il canale verbale