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Bollati Boringhieri ripropone a dodici anni di distanza dalla prima uscita la pubblicazione dell'ormai classico testo di Jaques del 1970. L'autore, psicoanalista kleiniano, presenta in questo libro la delineazione e la discussione di una serie di problemi che si iscrivono, sulle orme della freudiana Psicologia delle masse e analisi dell'Io, nel filone della indagine psicologica sui fenomeni sociali, inaugurandone la corrente moderna sulla scia della quale verranno poi i contributi di altri autori, quali Bion e Meltzer. Nel testo in esame, gli argomenti sui quali Jaques focalizza la propria attenzione sono, fra gli altri, la psicopatologia del lavoro («Conseguenze umane dell'industrializzazione» e «I disturbi della capacità di lavorare»), il significato, sempre dal punto di vista psicologico, del ruolo di manager, un'ipotesi di spiegazioni dello stress, e ancora, il ruolo della psicoanalisi nei confronti della crisi economica. Va poi ricordato il capitolo sulla «crisi di mezza età», un concetto originalmente introdotto da Jaques, che equivarrebbe al primo momento in cui l'essere umano si confronta senza alternative con la nozione della propria morte, derivandone una ristrutturazione del personale stile di vita che, per importanza e rivoluzionarietà, sarebbe equiparabile a quella che si verifica in occasione della crisi adolescenziale. (F.B.)