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Questa sezione è aperta al contributo dei lettori e gli interventi non sono sottoposti al parere del comitato di lettura, per cui il loro livello qualitativo impegna esclusivamente gli autori.
I dattiloscritti non devono superare le 10.000 battute, corrispondenti a 3 pagine della rivista. Si prega di non ripetere argomentazioni già adoperate da altri autori, sintetizzando i riferimenti indispensabili per la comprensione del testo.
Vorrei commentare brevemente gli interventi di Mauro Fornato e Marco Casonato (Psicoter. sc. um., , 2), che erano stati stimolati dalla mia recensione del libro di V.F. Guidano, La complessità del Sé. Un approccio sistemico-processuale alla psicopatologia e alla terapia cognitiva, Torino: Bollati Boringheri, 1988 (v. Psicoter. sc. um., , 1). Mi ha fatto piacere vedere che la mia recensione ha suscitato interesse, e proprio per le più vaste implicazioni che essa aveva. Infatti entrambi questi autori sollevano problemi di vasta portata che vanno ben al di là del libro, inerenti alla questione della scienza, della identità della psicoanalisi nella storia del pensiero ecc. Trovo interessanti le osservazioni fatte da Fornaro su una eventuale corroborazione di tesi psicoanalitiche da parte cognitivista (per il fatto di giungere a possibili conclusioni simili per strade diverse), e sul fatto che ciò possa significare una maggiore «convalida» per la psicoanalisi (anche se certo non una verifica, come giustamente sottolinea Fornaro). Riguardo ai dubbi che queste posizioni neocognitiviste siano coerentemente ricavate dal