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Joseph Sandler: «… L'Io e i meccanismi di difesa […] ha avuto una parte importante nella formazione psicoanalitica di tutti noi […]. Al tempo in cui fu scritto, questo lavoro fu considerato molto audace, e la dottoressa Freud ci ha ricordato che allora un'analista assai nota le disse che per le idee in esso contenute si sarebbe trovata fuori dal movimento psicoanalitico […]».
Anna Freud: «Parlando con il dottor Greenson prima della riunione ho appreso con interesse quanto forte sia stata allora la reazione degli analisti più anziani. Essi pensavano che il valore di un analista dovesse essere misurato in base alla distanza dalla superficie dell'area che egli stava esplorando. Quindi la tesi che io avanzai allora, secondo la quale la posizione dell'analista doveva essere equidistante dall'Es e dall'Io, dalla superficie e dal profondo, non risultò per niente popolare in un momento in cui la tendenza generale era quella di andare sempre più a fondo dentro l'inconscio […]».
Siamo alle battute conclusive dell'appassionante duetto tra Anna Freud e Joseph Sandler, cui fa da sottofondo il coro delle voci della Hampstead Clinic impegnate, insieme ai due protagonisti, a rileggere il famoso scritto della Freud apparso nel 1936 e considerato il punto d'avvio della psicologia dell'Io. La discussione dura un anno . Anna Freud ha ormai concluso il suo ciclo creativo: l'ultimo suo contributo importante risale alla metà degli anni '60 (Normalità e patologia nell'età infantile). A Londra dirige con spirito battagliero la Clinica per lo studio ed il trattamento dei disturbi dell'età evolutiva da lei fondata. Joseph Sandler, oggi presidente dell'Ipa, è in quegli anni un assiduo collaboratore di