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Nel servizio psichiatrico pubblico, dove ci si trova di fronte alle «situazioni psicotiche» più gravi o croniche, è meglio integrare la psicoterapia individuale in un progetto strategico che includa tutti gli attori e i contesti coinvolti. Non conviene che i due soggetti, paziente e terapeuta, si isolino in un setting che eslcuda i loro rispettivi «sistemi di riferimento», cioè, nella nostra «strategia integrata multicontestuale»: la famiglia e l'équipe. A tal fine, la psicologia del Sé appare l'approccio analitico più praticabile; l'articolazione della comprensione empatica nella strategia complessiva viene qui analizzata secondo tre livelli di implicazione: 1) il ruolo delle kohutiane traslazioni d'oggetto-Sé speculare, gemellare e idealizzante, al fine di usare la personalità del terapeuta per rafforzare le strutture difensive del paziente (psicotico) nel modo per lui più vantaggioso; 2) l'opportunità di combinare il lavoro relazionale dell'introspezione vicariante con quello relazionale psicosociale, cioè la compensazione della carenza d'empatia nel primo ambiente d'oggetto-Sé genitoriale con la ristrutturazione sistemica delle attuali relazioni familiari; le frustrazioni ottimali terapeutiche con le stimolazioni ottimali riabilitative; 3) la funzione della cornice strategica nel dare un «senso» coerente e condiviso alle relazioni terapeutiche, secondo la revisione ermeneutica del lavoro psicoanalitico.