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Nella letteratura psicoanalitica alcuni contributi settoriali si sono affermati nel tempo come riferimento obbligato per ogni successivo studio teorico o clinico. Molti di questi scritti risultano di difficile reperibilità. La proposizione in traduzione italiana costituisce un ulteriore strumento di informazione a disposizione dei lettori.
La pubblicazione di questo lavoro di Otto A. Will, Jr. nella sezione dei “classici” cade in un momento particolarmente felice, poiché si colloca nel terreno della formazione e della prassi psichiatrica ad orientamento psicodinamico. La lettura dei numerosi contributi cui Psicoterapia e Scienze Umane ha dato spazio non può non rinviare ai temi che interessavano Will nel , in un periodo in cui la tradizione psichiatrica psicodinamica stava vivendo la sua grande stagione. Will è una figura di grande rilievo sia come epigono di una concezione della psichiatria basata, per citare Galli, “sulla rilevanza della possibilità di erogare prestazioni con dimensione interpersonale ampia”, sia perché tende a massimizzare la dimensione interpersonale come fattore terapeutico e come indicatore e regolatore di un'intera gamma di organizzazione dell'istituzione sanitaria, cioè di un ospedale psichiatrico. A questo proposito mi pare utile, sia come introduzione a Will che come contributo informativo per un dibattito sulla formazione o sul ruolo ordinatore di un orientamento teorico nella prassi psichiatrica, descrivere le basi organizzative di un'istituzione psichiatrica che si collochi nella tradizione