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Già noto per una sua opera del , Stili nevrotici, Shapiro mantiene in questo suo più recente lavoro lo stesso tipo di impostazione. Ciò che egli si propone, all'interno della tradizione psicoanalitica ma ponendo un forte accento sull'esame dei processi cognitivi, è una più approfondita ed esplicita analisi del contesto caratterologico in cui si articolano i problemi del paziente e di quanto ne risulti influenzato ogni aspetto della relazione terapeutica. Ad una prima parte dedicata a considerazioni di carattere più generale sulla personalità e sulla psicoterapia, fa seguito la discussione di temi più specifici, quali le parole e il parlante, il paziente e il suo problema, le reazioni al terapeuta, i concetti di cambiamento e di rapporto terapeutico. Già in queste pagine, ed ancora più chiaramente in quelle dedicate all'argomento dell'interpretazione storica, si possono cogliere i numerosi punti di convergenza tra il percorso culturale di Shapiro e quello di altri autori nordamericani quali Gill e Schafer, con una attenzione particolare per i più attuali punti di vista sullo sviluppo infantile. Ricco di spunti di riflessione per ogni psicoterapeuta orientato psicodinamicamente, il libro è scritto in forma assai piana, con un linguaggio poco tecnico che si mantiene costantemente a livello dei fenomeni descritti. (P.G.B.).