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Portate alla luce dallo studioso rumeno Heinz Stanescu nel , ed ampiamente utilizzate da R.W. Clark e P. Gay nelle loro biografie di Freud, queste 75 lettere al compagno di scuola E. Silberstein , ebreo rumeno venuto a studiare a Vienna, ci consentono finalmente di conoscere da vicino il mondo di Freud adolescente, che fino ad ora solo le 12 lettere scritte ad Emil Fluss (pubblicate a cura del figlio Ernst nel ) ci avevano permesso di accostare. Si tratta dell'affascinante mondo dell'Academia Castellana, di cui Freud aveva riferito alla fidanzata Martha in una lettera del : l'incontro con il Don Quijote di Cervantes stimola i due amici a studiare lo spagnolo, e ad utilizzarlo in questa loro corrispondenza, in cui il fondatore della psicoanalisi, che si firma Tu fidel Cipion, si rivolge all'amico con Querido Berganza. È così che non solo troviamo Freud alle prese con il suo primo amore, Gisela Fluss, che S. Bernfeld (vedi Per una biografia di Freud, ) ancora nel aveva sospettato essere al centro del saggio del Ricordi di copertura, ma possiamo seguirlo anche nella sua travagliata scelta universitaria, nel suo ravvicinato confronto, su teismo e ateismo, con il filosofo Brentano (su cui finalmente si può fare chiarezza!), nella sua grande passione per la letteratura classica e contemporanea, nel suo impegno politico nell'ambito della lega degli studenti, e nei suoi primi viaggi, Freiberg , Manchester , e Trieste (vedi l'articolo di M. Conci su Psicoter. sc. um., ). Queste vicissitudini non solo confermano definitivamente l'ipotesi di D. Anzieu sul doppio binario, scientifico e letterario-umanistico, da cui la psicoanalisi ebbe origine, ma consentono anche al curatore dell'edizione italiana (che non solo si è preoccupato di ripercorrere la costruzione della psicoanalisti attraverso i carteggi di Freud, ma anche di corredare le lettere di un vasto apparato di note) di proporre, basandosi sullo stile autoanalitico del giovane Freud, un'ulteriore ipotesi: nella misur