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Vengono presentati due esempi clinici di pazienti psicotici seguiti a lungo dall'autore, per descrivere i processi decisionali e le procedure tecniche all'interno di una strategia che integra l'analisi del Sé, la terapia relazionale familiare e le pratiche psicosociali. Nel primo caso, un paziente schizofrenico paranoide cronico, la psicoterapia individuale, durata cinque anni, è stata «contestualizzata» in accordo col lavoro svolto dal resto della équipe. Ciò ha permesso di fare evolvere le traslazioni d'oggetto-Sé, da approvazione speculare e fusione idealizzante a identificazione d'alter-ego e frustrazioni dell'idealizzazione finalizzate a uno scopo; in quanto l'espansione del polo compensatorio delle strutture del Sé poteva essere sostenuta dal lavoro psicosociale, in modo tale da rendere più agevolmente tollerabile per il paziente il confronto con la realtà (e in quanto le fasi regressive potevano essere sostenute dal lavoro infermieristico d'assistenza). Il secondo esempio è il caso di una paziente schizoaffettiva che, dal suo esordio catatonico acuto, è stata trattata con una complessa combinazione di maternage e terapia familiare sistemica. Negli anni seguenti è stata condotta una psicoterapia individuale in due stadi, attraverso la comprensione empatica della paziente e, successivamente, mediante la riabilitazione funzionale delle sue strutture compensatone (talvolta affiancata da sedute di terapia familiare). Si accenna ai risultati ottenuti dopo dieci anni e al conclusivo rinvigorimento dell'autostima.