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Il libro, già nel titolo, contiene la promessa di un doppio saggio e implicitamente la proposta di una doppia lettura: per un verso prende in considerazione l'opera di Bion, per un altro verso ci introduce ad una valutazione complessiva della psicoanalisi rispetto al problema del suo statuto scientifico, temi ambedue affascinanti e attuali. L'uno è l'occasione per sviluppare l'altro e, viceversa, le riflessioni sui problemi più generali che travagliano la psicoanalisi aiutano a riesaminare il pensiero bioniano spesso così difficile e oscuro.
Mauro Fornaro, che è ricercatore all'Università cattolica di Milano, è già noto per il volume Scuole di psicoanalisi. Ricerca storico-epistemologica sul pensiero di Hartmann, Klein e Lacan. Milano: Vita e Pensiero, 1988 (vedi scheda su Psicoter. sc. um., n. 3/1989, pp. 142-143; sul n. 4/1991 è apparsa quella relativa al presente volume). La formazione filosofica porta Fornaro a vagliare dal punto di vista epistemologico il materiale che di volta in volta è per lui oggetto di studio. Nel multiforme paesaggio dell'epistemologia moderna egli si situa in quella posizione che vede la scienza come lo svilupparsi di «programmi di ricerca» coesistenti e concorrenti, programmi che si fondano su assunti teorici non discutibili e pluristratificati, i «paradigmi». Compito dell'epistemologo per Fornaro non è tanto confrontare disinvoltamente tali programmi con uno schema aprioristico di scienza, quanto cercarne il valore euristico, le intime contraddizioni, con rispetto delle specifiche metodologie che vengono evidenziate e valutate dall'interno; a tal fine è basilare per Fornaro mettere a fuoco il paradigma soggiacente, che dà legame, unità e direzione agli assunti teorici indagati. In tal modo Fornaro viene a trovarsi particolarmente vicino nei suoi intenti al clinico, che, forse meno preoccupato dei criteri di scientificità, nella pratica quotidiana privilegia le teorie con maggior potere esplicativo ed euristico e in definitiva più utili