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Dantzer è un ricercatore di psicobiologia e fisiopatologia dell'adattamento di Bordeaux. In questo libro, a carattere prevalentemente divulgativo, egli illustra modelli teorici e ricerche elaborate da quell'insieme di scienze di confine fra biologia e psicologia per spiegare i meccanismi di interazione fra psichico e somatico. Il libro può esser letto secondo due ottiche diverse. Da un lato, l'autore espone efficacemente, per semplicità di linguaggio e ricchezza di dati, i grandi modelli su stress, coping, psicoimmunologia ecc. e fa il punto sui lavori sperimentali più recenti in psicobiologia. Dall'altro, illustra una sua filosofia sul problema mente-corpo. La sua teoria generale è che le scienze psicologiche (in primis la psicoanalisi) hanno prodotto solo fantasie e illusioni sul rapporto mente-corpo, illusioni a cui è stato dato il nome di «psicosomatica» (da cui appunto il titolo del libro). La fumosità della psicosomatica è dovuta essenzialmente all'incapacità «di trasformare l'interazione tra il corpo e lo spirito in un problema sperimentale», come mostrano concetti seducenti ma operazionalmente vuoti quali pensiero operatorio e alexithymia. Per questo motivo, la psicosomatica è diventata «ingombrante e inclassificabile istituzionalmente» e quindi è «condannata ad estinguersi» di fronte al materialismo della biologia molecolare ed ai progressi delle medicine specialistiche nel campo delle patologie c.d. psicosomatiche (l'allergologia per l'asma, gli anti-H2 per l'ulcera duodenale ecc.). In sostanza, per Dantzer il rapporto mente-corpo è identico al rapporto digestione-intestino e non si può partire dalla