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«La diabolicità del disegno di Bovary consiste nel fare della moglie il giudice, il torturatore e il carnefice di se stessa, giocando lui il ruolo della vìttima. La perfezione glaciale del suo crimine ne denuncia l'origine delirante» (p. 50). Sull'altro polo della coppia «il peccato di Emma è quello di identificare nella sua mente di ragazza la realtà con la fantasia e di non avere idee chiare sull'uomo che potrebbe soddisfarla»
(p. 42). Scandagliando le basi psicologiche del loro rapporto e dei personaggi che vi ruotano intorno, Speziale-Bagliacca, contro ogni aspettativa, sposta l'asse di osservazione da Emma a Charles e scova le radici di un legame che non può non finire in dramma. «Il comportamento di Charles segue schemi ripetitivi: prima offre ad Emma occasioni in cui lei si illude di poter in qualche modo riparare i tradimenti, le umiliazioni che lei gli ha inferto, poi provoca delusione e rabbia e quando questa è all'apice, sfrutta la situazione per farsi respingere» (p. 48). Per contro «la lenta distruzione di Emma avviene anche attraverso questo illuderla per poi tornare a deluderla» (p. 48). L'approccio psicoanalitico, invece di tradursi nel consueto sfoggio pedante e meccanico di concetti nati originariamente per la comprensione clinica dei pazienti piuttosto che per l'esegesi letteraria, nelle mani di Speziale-Bagliacca diviene – grazie anche al modello delle relazioni oggettuali – uno strumento sobrio e duttile, capace di liberare i protagonisti flaubertiani dalle incrostazioni del tempo e restituirli a tutto tondo nella funzione di portatori del dramma umano di sempre. Certi personaggi come i coniugi Bovary vivono ormai di vita autonoma nel nostro immaginario culturale e perciò sono diventati parte di noi stessi. Procedendo passo passo in un'analisi attenta e partecipe del testo, l'autore non solo fa piazza pulita dei più diffusi luoghi comuni della critica tradizionale, ma invoglia il lettore a interrogarsi sul senso e la sostanza dei rapporti uman