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PERLINI
Ringraziamo tutti il professor Holt per questa relazione così dotta e così ricca di suggerimenti. Io mi rammarico che molte delle cose che il professor Holt aveva trattato per iscritto, per ragioni di tempo, non abbia potuto esporle. A questo proposito, prima di dare la parola a tutti, io pregherei il professor Holt se potesse almeno recuperare un aspetto della sua relazione, che è propriamente la parte iniziale della relazione, dove egli si sofferma sull'importanza che ha avuto per Freud giovinetto l'amicizia virile, mi riferisco in particolare ai rapporti con Silberstein e con Braun. Volevo rapidamente aggiungere che nel frammento (di chiunque sia), attribuito a Goethe, secondo me c'è una straordinaria, fortissima impronta di Spinoza. A questo proposito volevo chiedere al dottor Holt se questa impronta spinoziana, che è avvertibile in Goethe, possa anche spiegare il permanere in lui di aspetti di filosofia della natura di stampo romantico, se, in particolare, possa spiegare anche la particolare simpatia che Freud ha costantemente mostrato per Groddeck.
HOLT
Non penso che sia una buona idea che io legga altre parti dell'articolo, tutti nel pubblico hanno avuto l'opportunità di leggerlo, di leggere quello che ho scritto sulla amicizia maschile adolescenziale di Freud, con il Suo permesso tralascerò questo aspetto della domanda. Quello, invece, che ha detto su Spinoza e Goethe, non è qualcosa su cui io mi senta qualificato di fare dei commenti. Realmente ignoravo l'influenza di Spinoza su Goethe. Ho letto alcuni commenti sull'influenza di Spinoza su Freud, devo confessare, però, che non li ricordo. Credo che sia noto che Freud lesse Spinoza; penso che sia un'idea interessante che non ho mai letto prima, che Freud raggiunse attraverso Spinoza questa idea sulla filosofia della natura. Io stesso fui particolarmente sorpreso di trovare così tanta filosofia della natura in un libro che Freud lesse da adolescente con il titolo proibitivo Forza e materia, che è una del