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Questa sezione è aperta al contributi dei lettori e gli interventi non sono sottoposti al parere del comitato di lettura, per cui il loro livello qualitativo impegna eslusivamente gli autori.
I dattiloscritti non devono superare le 10.000 battute, corrispondenti a 3 pagine della rivista. Si prega di non ripetere argomentazioni già adoperate da altri autori, sintetizzando i riferimenti indispensabili per la comprensione del testo.
Vorrei commentare brevemente l'intervento di Marco Casonato «La caduta del «muro» tra psicoanalisi e psicoterapia» (Psicoter. sc. um., , 3), che era stato stimolato dal mio articolo «La differenza tra psicoanalisi e psicoterapia: panorama storico del dibattito e recente posizione di Merton M. Gill» (Psicoter. sc. um., , 4). Se psicoanalisi e psicoterapia sono entrambe forme di «suggestione», e una opera «dall'interno» mentre l'altra «dall'esterno», allora non è vero che sono uguali, ma c'è una differenza, al di là del fatto che questa sia o non sia adeguatamente presentata dai termini «interno/esterno» (metafora che curiosamente lo stesso Casonato altrove definisce «grossolana trappola epistemologica»: Giornale italiano di psicologia, , 3). A parte questo, mi sembra che qui si confonda «psicoterapia psicoanalitica» con «psicoterapia»: se per Gill la prima è uguale alla psicoanalisi, la seconda viene ancor più differenziata da entrambe. Ad ogni buon conto, se di «suggestione» si tratta (e non si dimentichi che proprio Gill dice che essa fa parte di qualunque rapporto), nella misura in cui viene introdotta la questione del passaggio interno/esterno si pone la possibilità