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Kupers, psichiatra di formazione psicoanalitica, dichiara di volersi occupare essenzialmente dei problemi connessi con la conclusione della psicoterapia e non dell'analisi in senso stretto. Pur delimitando così l'argomento, non può esimersi dal risalire comunque alle conversazioni sviluppate a più riprese da Freud ed ai successivi sviluppi postfreudiani. La conclusione di ogni trattamento psicoterapico ripropone i temi (edipici, di separazione, di perdita…) che ne costituiscono fin dall'inizio la sostanza clinica, sotto forma di ricapitolazione, di riattivazione e di possibile rielaborazione nelle modalità specificamente createsi nella dinamica transferale e controtransferale. Kupers illustra questi vari aspetti mantenendosi a stretto contatto con la realtà clinica. La sua piana e scorrevole esposizione, ricca di contenuto e di spunti di riflessione, risulta complessivamente di utile lettura pur non contenendo approfondimenti o punti di vista particolarmente innovativi. Interessanti le sintetiche pagine dedicate alla conclusione delle psicoterapie brevi e alle terapie cosiddette «a puntate», argomento, quest'ultimo, relativamente poco trattato ma di non irrilevante incidenza nella pratica professionale. Pure interessanti le considerazioni circa le caratteristiche sociali, economiche e culturali della comunità dei consumatori di terapia, che consentono di cogliere le principali ragioni dei cambiamenti avvenuti, di fatto, nella valutazione del termine delle psicoterapie. (P.G.B.)