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La rubrica affronta argomenti controversi sui quali aprire un dibattito. Due volte per ciascuna annata verrà pubblicato un contributo che introduce il «tema» prescelto nelle sue linee generali. Nel numero successivo verranno pubblicati nella rubrica alcuni interventi sul tema, richiesti dai curatori. Gli interventi dei lettori saranno pubblicati nella rubrica «Dibattiti».
In questo numero pubblichiamo un intervento di Billa Zanuso che riprende il vasto tema dell'importanza del sesso dell'analista, già introdotto da Giampaolo Lai sul n. 4, 1992 di questa rivista.
Le risposte date dalla ricerca psicoanalitica a questo interrogativo sono molteplici e contraddittorie sin dall'inizio. Nella concezione tradizionale psicoanalitica il transfert è un terreno privilegiato in cui si manifesta il mondo interno del paziente: i suoi conflitti, la sua esperienza, i suoi bisogni infantili. Il genere dell'analista non ha una sua specifica influenza nel dispiegarsi del transfert. L'immagine transferale di cui è portatore conscio o inconscio il paziente viene trasferita sull'analista, maschio o femmina che sia; transfert materni o paterni, preedipici o edipici possono manifestarsi in modo esclusivo o in successione nella stessa analisi senza che il genere dell'analista possa influire significativamente sullo sviluppo