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, I processi mentali dell'inconscio. Le Scienze, 1990, 261, maggio: 68–75. (Ed. orig., Unconscious mental functioning. Scientific American, 1990, 262, 3/march: 103–109).
, , Imaginary crimes. Why we punish ourselves and how to stop. Boston: Houghton Mifflin Company, 1990, pp. 295, $ 19.95.
«Un professionista di 35 anni chiese una terapia con la motivazione conscia di trovare il coraggio di sposare la fidanzata e di impegnarsi in questo progetto di vita con lei. Dalla anamnesi apprendiamo che il paziente era figlio unico di genitori infelicemente sposati; il padre era operaio, e la madre una donna cronicamente depressa che si lamentava sempre del marito. Essa usava il figlio come amico e confidente, e si appoggiava a lui, il quale arrivava al punto di trascurare le sue amicizie per stare accanto alla madre. Quando il paziente si trasferì in un'altra città per frequentare l'università, i rapporti che incominciò ad avere con le ragazze mimavano quello avuto con la madre: erano donne che avevano bisogno di lui, che aiutava e per le quali si sacrificava. Ad esempio, la attuale fidanzata era più anziana di 12 anni, alcolista, con due bambini da un precedente matrimonio».
Questo è l'inizio di un caso clinico che, una volta completato e interamente registrato su nastro, viene studiato da una équipe di ricercatori del gruppo del Mt. Zion Hospital di San Francisco (ora chiamato San Francisco Psychotherapy Research Group), guidato da Joseph Weiss e Harold Sampson. I ricercatori ipotizzano