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Credo di non togliere nulla all'autore affermando che questo è un libro scritto da pazienti e terapeuta sia per la quantità e ricchezza di intere tranche di seduta riportate, che per il modo di intendere la terapia come «narrazione a due voci» in cui il paziente «miglior collega» e l'analista si cercano nel tentativo di approdare a spazi di condivisione affettiva così difficili da trovare ma così carichi di valenza terapeutica oltre che di matrici di nuovo senso. L'incontro col paziente diviene così la possibilità di scrivere e di raccontare una storia «coppia-specifica» capace di autentiche trasformazioni delle due individualità. E infatti è anche della individualità dell'analista che con grande sincerità e coraggio si occupa questo volume, mostrando accanto al «campo» dell'incontro tra analista e paziente – campo